Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Bilancio per il 2026. Sul piatto ci sono 18,7 miliardi di euro. In primo piano, c’è la proroga per il 2026 alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie maggiorate al 50% sull’abitazione principale.
Ecco le novità per l’edilizia contenute nel testo approvato
Bonus edilizi: confermato il 50% per le abitazioni principali anche nel 2026
Saranno prorogate per il 2026, alle stesse condizioni previste dalla Legge di Bilancio 2025, le disposizioni in materia di detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi.
Nel 2026 i bonus fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica non subiranno la decurtazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, ma saranno prorogate per il 2026, alle stesse condizioni previste per l’anno 2025 (50% per gli interventi sull’abitazione principale e al 36% per tutti gli altri casi).
Bonus Mobili confermato
E’ stato confermato anche il Bonus Mobili al 50% per il 2026 con tetto di spesa a 5mila euro, mentre per il Bonus Barriere architettoniche al 75% e il Superbonus, almeno per il momento, non è prevista nessuna proroga.
Locazioni brevi: cedolare secca al 26%
Cambiano le regole del gioco per le locazioni brevi e i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. La modifica introdotta va a modificare l’art. 4 del D.L. 50/2017 dove la ritenuta, a titolo d’acconto del 21 % è sostituita nella maggior parte dei casi da una ritenuta del 26%.
L’aumento generalizzato dal 21 al 26% della cedolare secca sugli affitti brevi inizialmente proposta non compare nel testo del Ddl di bilancio. È stata inserita una correzione che, di fatto, lascia l’incremento nella grande maggioranza dei casi: chi transita da un intermediario, come Airbnb, dovrà comunque pagare il 26 per cento.
Tutto ruota attorno al sistema attualmente in vigore, che prevede un’aliquota base del 26% per i redditi da affitto breve e, poi, la possibilità di optare per l’aliquota del 21%, in sede di dichiarazione dei redditi, per un solo immobile. Quindi, chi affitta due case ha il 21% per la prima e il 26% per la seconda.
La legge di Bilancio inserisce una nuova regola, legata all’opzione da inserire in dichiarazione dei redditi. Questa è ammessa «sempre che, durante il periodo d’imposta, non siano stati conclusi contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare». Quindi, chi ha affittato tramite intermediari finanziari si vedrà applicare comunque il 26 per cento. Nella sostanza, allora, dei circa 502mila immobili attualmente disponibili per l’affitto breve, la gran parte passa infatti proprio dalle piattaforme.